Fare affari a Dubai non è poi così semplice e immediato come si è portati a pensare. Dipinto per anni come l’Eldorado per imprenditori e lavoratori italiani dotati di un pizzico di coraggio e di voglia di cambiare, Dubai rimane un mercato attraente e in costante crescita per chi desiderasse investire o avviare un’attività, ma a determinate regole. Se è vero che il tasso di disoccupazione a Dubai non supera il 3%, che non esiste la tassazione personale e che avviare un’impresa può essere più semplice che in Italia, bisogna comunque affrontare l’investimento con la mentalità giusta. 

Oggi più che mai, infatti, in questa metropoli dallo skyline più imponente del mondo la concorrenza è alta: gli expat sono quasi il 90% della popolazione totale e di questi la maggior parte è rappresentata da imprenditori e professionisti che contribuiscono a tenere alto il livello di competitività. 

Cosa si deve aspettare un imprenditore che progetti un’attività a Dubai? 

«La prima indicazione da dare riguarda i tempi. Se è vero che avviare un’iniziativa imprenditoriale risulta più semplice e vantaggioso rispetto all’Italia, all’aggettivo “semplice” non assocerei quello di “immediato”. Basandomi sull’esperienza accumulata in questi anni, infatti, vedo che risultati apprezzabili per chi avvia un’attività qui a Dubai arrivano solo dopo una media di tre/cinque anni».