Nonostante l’artificio dell’apparenza, gli Emirati Arabi Uniti hanno costruito negli anni una solidità politica ed economica invidiabile che li ha portati ad essere uno dei Paesi più ricchi al mondo in termini di Pil pro capite, e a conquistare fette importanti e strategiche dei colossi della finanza internazionale.

Questo è accaduto in Italia, Paese con cui vantano relazioni profonde, dove il Fondo sovrano Aabar di Abu Dhabi, con una quota superiore al 5%, è divenuto il primo azionista privato di UniCredit. Del resto, gli Emirati Arabi Uniti sono da sempre un hub finanziario di livello mondiale dove operano 46 banche e che può vantare 18 banche nazionali tra le prime 100 del mondo arabo e 14 tra le prime 1.000 su scala globale. Oltre alla presenza nell’azionariato di UniCredit, altri primari istituti di credito italiani sono attivi su quel territorio. È il caso del Gruppo Intesa SanPaolo, presente dal 2004 con un ufficio di rappresentanza, ma anche di BNP Paribas, la banca francese che ha acquisito l’italiana BNL e a Dubai ha inaugurato un Desk Italia.

Il terreno di azione dei grandi player internazionali del credito e della finanza è il Dubai International Financial Center, anche conosciuto come DIFC, la zona franca realizzata nel 2004 con l’obiettivo di far trasformare Dubai in un centro finanziario regionale sul modello di Londra, Hong Kong e Singapore.

Ma la forza economica e finanziaria nasce da un’oculata gestione politica e da un sapiente equilibrio tra le tante anime che compongono lo Stato. La federazione è infatti costituita da sette emirati (Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn). Geograficamente confina con l’Oman, l’Arabia Saudita ed è bagnata dal Golfo Persico; la religione dominante è l’islam e la maggioranza della popolazione (83%) è composta da espatriati. Il tasso migratorio netto del Paese è pari al 21,71%, il più alto del mondo. Il 23% degli espatriati è di origine iraniana, mentre circa il 50% viene dall’India. Oltre a queste etnie sono presenti molti cittadini europei, specialmente nelle città più moderne come Dubai.

La forza dell’equilibrio è tutta nella composizione politica dello Stato. Gli Emirati Arabi Uniti sono una monarchia assoluta federale dove il capo assoluto è il presidente della Federazione nominato per cinque anni dal Consiglio Supremo, composto dagli emiri che sono al vertice dei sette Stati. Generalmente, per occupare la carica di presidente, viene scelto lo sceicco di Abu Dhabi, mentre l’emiro di Dubai occupa quella di primo ministro e vice presidente. Abu Dhabi è infatti lo stato più popoloso della Federazione dove vive il 38% degli abitanti totali, mentre Dubai arriva al 30%.

Anche nel recente periodo di disordini e tumulti registrati nella regione, gli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a non venirne investiti realizzando forme di monitoraggio del territorio, ma anche intervenendo a sostegno delle regioni e dei settori meno sviluppati.