Il made in Italy rialza la testa e ad ottobre inverte la rotta dopo mesi deludenti. La crescita su base annua è pari al 9,6%, risultato di un rialzo deciso nei paesi extra-Ue (+11,5%) e di un quasi analogo (+8,1%) progresso in Europa.
Tra i mercati più remoti le uniche aree in difficoltà sono l’America Latina e la Turchia, quest’ultima in frenata del 23,7% per effetto della brusca svalutazione della lira e del conseguente abbattimento del potere d’acquisto locale.

I rimbalzi degli altri paesi sono invece consistenti, a partire dagli Stati Uniti, in crescita del 22,3% o della Cina, in rialzo del 14,8%.

Risultati oltre le medie precedenti anche in Europa, con una crescita diffusa ai maggiori paesi di sbocco, con la Francia in progresso del 4,6%, la Germania di quasi otto punti così come la Spagna.

Nel periodo gennaio-ottobre 2018, la crescita tendenziale dell’export risale così al 3,8% ed è sospinta da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,2%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+8,3%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+7,2%), apparecchi elettrici e articoli in pelle, escluso abbigliamento e simili (+4,0% per entrambi).

Prosegue il momento negativo per le auto nei paesi extra-Ue (unico settore in rosso tra le principali aree monitorate dall’Istat), con un export in calo del 22% negli Stati Uniti, del 32,8% in Cina, che dall’inizio dell’anno ha perso quasi i due terzi dei volumi del 2017.

Da segnalare ad ottobre il +45% per la farmaceutica, che porta a +7,2% il bilancio dall’inizio dell’anno.

Ottobre porta nelle casse delle aziende 43,7 miliardi di euro, quasi 4 in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dall’inizio dell’anno l’incasso aggiuntivo supera i 14 miliardi di euro.

Si stima che il surplus commerciale si riduca di 1.130 milioni di euro (da +4.914 milioni a ottobre 2017 a +3.784 milioni a ottobre 2018). Nei primi dieci mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge i 32.265 milioni.

Nel confronto europeo, l’Italia ad ottobre è in linea con le medie complessive mentre dall’inizio dell’anno i nostri tassi di crescita sono inferiori in particolare per i mercati extra-Ue +2,6% per noi, +5% per la media dei 28 paesi dell’Unione.