La Commissione ha pubblicato i dati della distribuzione per ciascun Paese membro dei 7,5 miliardi di euro che nei prossimi dieci anni dovrebbero innescare investimenti pubblici e privati fino a mille miliardi di euro per la transizione verso la neutalità ambientale. Alla Germania 877 milioni di euro
È certamente la Polonia il paese che agli occhi della Commissione europea dovrebbe beneficiare maggiormente del Fondo per una transizione equa, strumento ideato per facilitare il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Secondo la proposta legislativa presentata ai governi dall’esecutivo comunitario, il paese dell’Europa centro-orientale dovrebbe ricevere investimenti complessivi per poco più di 27 miliardi di euro su un totale di 104 miliardi.

Secondo dati pubblicati mercoledì a Bruxelles, la Polonia otterrebbe 2,0 miliardi di euro dai 7,5 miliardi di denaro fresco di cui sarà composto il fondo. Attraverso il cofinanziamento nazionale e altri aiuti finanziari, il paese dovrebbe poter mobilitare fino a 27,4 miliardi di euro nel periodo 2021-2027. L’obiettivo del fondo (noto con l’acronimo inglese Jtf) è di facilitare una transizione che avrà costi economici e sociali, soprattutto in un paese che fa grande uso di carbone.

Gli 11 paesi dell’Est Europa dovrebbero mobilitare investimenti per 60 e rotti miliardi di euro. Agli altri stati membri rimarrebbe il resto. Importante beneficiaria è la Germania, con investimenti stimati in 13,4 miliardi di euro. La Repubblica Federale continua a fare grande uso di carbone e lignite, e ha una industria chimica, in particolare nel Nord Reno-Vestfalia e nella Renania Palatinato, molto inquinante. Confermata è la dotazione per l’Italia: 364 milioni di euro per investimenti pari a 4,8 miliardi.

È da tenere a mente che la distribuzione del denaro dipenderà da specifici progetti di riconversione ambientale ed economica che i paesi dovranno presentare alla Commissione europea per ottenerne l’approvazione. La proposta legislativa andrà ora negoziata tra Consiglio e Parlamento. Sono prevedibili negoziati difficili. In fondo, il progetto comunitario si basa sulla necessaria solidarietà in vista di un bene comune: un ambiente più sostenibile.

La Polonia ha detto “no”
In dicembre, la Polonia non ha abbracciato l’impegno preso dagli altri stati membri di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. È evidente che la generosità del nuovo Jtf deve servire anche a vincere la resistenza polacca. Dalla Polonia dipende il raggiungimento dell’obiettivo europeo, ma c’è da chiedersi se Varsavia potrà beneficiare del fondo anche senza un suo impegno ambientale. Intanto, su Twitter il ministro polacco per il clima Michal Kurtyka ha espresso soddisfazione per le scelte comunitarie.

Sempre nella giornata di mercoledì 15 a Strasburgo il Parlamento europeo si è dimostrato ancora una volta più ambientalista del Consiglio, approvando una risoluzione in cui prende posizione a favore di un taglio delle emissioni nocive del 55% entro il 2030 (e non “di almeno il 50%” come proposto da Bruxelles). I deputati hanno anche chiesto un obiettivo per il 2040, per meglio valutare il percorso verso la neutralità climatica nel 2050. La risoluzione è stata approvata con 482 voti a favore, 136 contrari e 95 astensioni.